Venezia è la regina. Non esistono parole adeguate per raccontarla. Il filosofo Nietzsche ha scritto: “Se dovessi cercare una parola che sostituisce “musica” potrei pensare soltanto a Venezia”.

 

E il visitatore, anche solo di passaggio, viene definitivamente e inevitabilmente rapito dalla sua bellezza, dai suoi monumenti, dalle opere d’arte, dalla sua “musica”, appunto.

Piazza San Marco, cuore della città, importante complesso urbanistico e architettonico, prende il nome dalla celebre Basilica, la “Basilica d’Oro”, così definita per i suoi scintillanti mosaici, sormontata da cinque cupole bizantine. Il vasto spazio si apre da un lato verso la laguna e dagli altri è delimitato dall’alto Campanile e dai prestigiosi palazzi storici delle Procuratie Vecchie e Nuove e Palazzo Ducale.

Poco lontano, l’elegante Ponte dei Sospiri è tappa obbligata del romantico giro in gondola che tradizionalmente risale il Canal Grande, la principale via d’acqua della città, che è attraversata dal Ponte di Rialto, uno dei luoghi più vivi e curiosi della città.

Venezia è da a vivere a piedi, dimenticando la cartina e le direzioni, perdendosi nell’intrico di calli, in quel sali e scendi di ponti, per scoprirne i tesori della barocca Madonna della Salute, delle Gallerie dell’Accademia, che accolgono i capolavori dei pittori veneziani tra il Trecento e il Settecento e della Scuola di San Rocco, con lo straordinario ciclo di tele del Tintoretto.

E Venezia, negli ultimi anni, è anche e sempre più arte moderna e contemporanea, come quella che s’incontra nella restaurata Punta della Dogana, oppure a Palazzo Grassi o nelle ultime tendenze artistiche esposte durante la Biennale d’arte ai Giardini e all’Arsenale.

Venezia da mangiare:

Tradizioni marinare e influenze orientali confluiscono nella gastronomia veneziana. Tra i piatti tipici, straordinari i “cicheti” (stuzzichini) da gustare all’ora dell’aperitivo nei bàcari (locali tipici veneziani), come le sarde in saor, il baccalà mantecato, le schie, la mozzarella in carrozza. E poi tipicamente veneziani sono i “risi e bisi” (risotto con piselli), la “pasta e fazioi” (minestra di fagioli) e, naturalmente, il fegato alla veneziana, Tra i dolci: i famosi “baicoli”, biscotti secchi e gli “zaleti”, dolcetti a base di uvetta e granoturco.

Le isole

Le isole della laguna di Venezia Storie di Merletti, mosaici e vetri.

Regalatevi una meravigliosa giornata alla scoperta del colorato e suggestivo mondo della Laguna di Venezia.

Dalle acque azzurre e fra le verdi macchie della vegetazione, sarete subito colpiti dal campanile, alto e decisamente storto e dai mille colori che caratterizzano le abitazioni dell’Isola di Burano. Colori accesi e sgargianti per aiutare i pescatori, nelle notti di nebbia fittissima, a ritrovare tra i canali, la via di casa. Attraccando con il vaporetto coglierete da subito i sapori di una tradizione che a Burano ancora vive. Stiamo parlando dell’arte dei pizzi e dei merletti.

Nelle piccole calli, fra un canale e l’altro, potrete ancora ammirare anziane signore intente a realizzare pregiati pizzi, meravigliosi centrini, gli stessi che nella Venezia dell’700 servivano per arricchire le vesti della nobiltà veneziana e di tutt’Europa.

Dopo una breve sosta ristoratrice per degustare i tradizionali cicchetti con un buon calice di vino, il vostro viaggio alla scoperta della laguna riprenderà verso l’isola più lontana da Venezia, l’Isola di Torcello. Sbarcando assaporerete una sorta di magia, mistero e misticismo. Costeggiando il canale sulla vostra destra potrete scorgere una casa rossa che ospitò per diversi periodi il famoso scrittore Hernest Hemingway.

Da lì, in pochi minuti, raggiungerete la bellissima Abbazia di Torcello con il suo tipico campanile, i suoi chiostri e la meravigliosa chiesa. Il giardino custodisce ancora resti romani, pietre, pezzi di altari incisi con glifi, scudi e Santi. Simboli che ricordano i Cavalieri Templari e che sottolineano la potenza che Venezia ebbe in passato.

Vi troverete anche il famoso Trono di Attila, dove la leggenda tramanda che si sedette il crudele barbaro. Una parola va sicuramente spesa per l’interno della Chiesa: una volta varcata la soglia rimarrete affascinati dai meravigliosi mosaici a parete, realizzati in oro e pietre preziose.

Ma le meraviglie di questa escursione alla scoperta dei colori e dei misteri della laguna non sono ancora finite, poiché vi aspetterà la visita dell’Isola di Murano, la culla per eccellenza della lavorazione del vetro. Una produzione, ancor oggi, interamente artigianale, con processi produttivi così spettacolari che la visita alle fornaci è diventata una tappa obbligatoria.

La decisione di spostare tutta la produzione fuori dai confini di Venezia fu presa nel 1295 dai governanti veneziani sempre più preoccupati dal pericolo di incendi costituito dalle fornaci vetrarie che, fin dal IX secolo, avevano trasformato Venezia nel più importante e significativo polo dell’arte vetraria italiana.

La Murano di oggi è tipicamente un’isola industriale dove la abitazioni sono meno curate e caratteristiche, ma camminando per le calli non sarà difficile scorgere i laboratori dove soffiando, tagliando e torcendo il vetro incandescente si realizzano ancora straordinari capolavori. Siamo certi che di questi luoghi, intrisi di storia e tradizioni, ne rimarrete incantati.